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Salvatore Bilotta
Analisi | Febbraio 25, 2026

Yen in calo dopo le nomine “accomodanti” alla BoJ: normalizzazione a rischio?

Sommario

Lo yen si indebolisce contro il dollaro dopo che il Primo Ministro Sanae Takaichi ha nominato due accademici favorevoli a politiche espansive nel board della Bank of Japan. Il mercato inizia a dubitare della traiettoria di normalizzazione dei tassi voluta dal governatore Ueda. Per i trader FX si riapre il tema divergenza monetaria.

Segnale politico: più stimolo, meno restrizione

La valuta giapponese ha reagito con debolezza alla scelta di Ayano Sato e Toichiro Asada nel comitato di politica monetaria della Bank of Japan. Entrambi sono noti per posizioni accomodanti e per un orientamento favorevole a tassi più bassi e maggiore stimolo.

La decisione arriva dopo la netta vittoria elettorale di Sanae Takaichi e viene interpretata come un primo test della sua influenza sulla banca centrale. Il messaggio percepito dal mercato è chiaro: la priorità potrebbe essere sostenere crescita e inflazione, anche a costo di rallentare la stretta monetaria.

Lo yen è sceso fino a quota 156 contro dollaro, accentuando un trend di indebolimento già in atto nelle ultime due settimane.

 Normalizzazione in discussione

Il governatore Kazuo Ueda aveva avviato un percorso di graduale normalizzazione, con il mercato che prezza circa il 60% di probabilità di un rialzo dei tassi all’1% nella riunione di aprile.

Le nuove nomine però introducono un elemento di incertezza. Se il board diventasse meno incline ad ulteriori rialzi, la Bank of Japan potrebbe rallentare o modulare il processo di tightening proprio mentre altre banche centrali restano su livelli restrittivi.

Il rischio principale per il Giappone è duplice:
• Un’inflazione superiore al target del 2% sostenuta da politiche fiscali espansive
• Un differenziale di tassi ancora ampio rispetto agli Stati Uniti

Entrambi i fattori esercitano pressione ribassista sullo yen.

 

Impatto sui mercati: carry trade e volatilità FX

Per i trader valutari, il tema centrale è la divergenza monetaria. Se la Fed mantiene tassi elevati mentre la BoJ rallenta la normalizzazione, il differenziale di rendimento favorisce il dollaro e riattiva dinamiche di carry trade.

Un indebolimento strutturale dello yen potrebbe avere effetti anche su:

• Indice Nikkei, potenzialmente sostenuto da una valuta più debole
• Flussi verso asset risk-on in Asia
• Volatilità sulle coppie JPY, in particolare USDJPY e cross con valute ad alto rendimento

La domanda ora è se la BoJ manterrà la propria indipendenza operativa o se l’orientamento politico influenzerà concretamente la traiettoria dei tassi.

Per il mercato FX, questo passaggio potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase di debolezza strutturale dello yen.

 

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