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Salvatore Bilotta
Analisi, Formazione, Pensieri e Approfondimenti | Marzo 19, 2026

USD/JPY: il dollaro resta sostenuto dal differenziale tassi, ma il ritorno dello yen impone cautela nella parte alta del range

Contesto macro: petrolio, guerra in Medio Oriente e repricing dei tassi mantengono USD/JPY su livelli elevati

USD/JPY continua a muoversi in un contesto macro-finanziario dominato da tre fattori centrali: shock energetico, tensioni geopolitiche e divergenza monetaria tra Stati Uniti e Giappone.

L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha riportato il petrolio su livelli molto elevati, con Brent sopra 110 dollari e WTI vicino a 100, dopo gli attacchi a infrastrutture energetiche regionali e l’inasprimento del rischio sull’offerta.

Questo ha riacceso il tema dell’inflazione globale e ha costretto i mercati a rivedere nuovamente il percorso atteso dei tassi.

Per il dollaro, questo scenario continua a rappresentare un supporto importante.

Reuters sottolinea che la forza del biglietto verde sta sorprendendo i mercati proprio perché il contesto di oil shock e incertezza geopolitica ha spinto gli investitori a privilegiare ancora una volta la valuta americana, non solo come rifugio, ma anche come asset favorito da un quadro di tassi più elevati più a lungo.

La combinazione tra inflazione USA più persistente e aspettative di tagli Fed rinviati ha contribuito a mantenere il dollaro forte contro gran parte del G10.

Lo yen, però, non è rimasto del tutto passivo.

Nelle ultime sedute la valuta giapponese ha mostrato segnali di recupero marginale, anche perché il mercato ha iniziato a interrogarsi sulla possibilità che il Giappone non possa più permettersi una normalizzazione troppo lenta, soprattutto con prezzi energetici in aumento e una valuta ancora debole.

Questo crea un equilibrio molto delicato: il dollaro resta forte per ragioni di rendimento, ma lo yen torna periodicamente a ricevere attenzione sia come valuta rifugio sia come potenziale beneficiario di un ulteriore aggiustamento della Bank of Japan.

Fed vs BoJ: il differenziale tassi resta ampio, ma il mercato guarda sempre più alla prossima mossa di Tokyo

La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi, ma il tono emerso dal mercato e dalle principali banche d’affari è diventato più prudente sui futuri tagli. Morgan Stanley, così come altre case di investimento, ha spostato in avanti le attese sul primo taglio Fed da giugno a settembre, proprio alla luce dei nuovi timori inflattivi alimentati dall’energia e dal contesto geopolitico.

Questo significa che il differenziale tra Stati Uniti e Giappone continua a restare molto favorevole al dollaro, e in termini di carry il vantaggio delle posizioni long USD/JPY resta ancora significativo.

La Bank of Japan, dal canto suo, ha lasciato i tassi fermi allo 0,75%, ma il messaggio è meno neutrale di quanto sembri a prima vista.

Reuters riporta che due membri del board hanno espresso una sensibilità maggiore verso il rischio inflattivo, mentre il governatore Ueda ha ribadito che la banca centrale è pronta ad alzare i tassi se dovesse emergere una pressione inflattiva più persistente.

Il mercato prezza ormai una probabilità concreta di un rialzo già ad aprile, segnale che la normalizzazione giapponese non è affatto uscita dal radar.

Questo punto è cruciale per USD/JPY. Il differenziale tassi continua a sostenere il cross e lo swap resta generalmente favorevole alle posizioni rialziste sul dollaro.

Tuttavia, il rischio di mercato non è più solo quello di un dollaro forte: sta crescendo anche il rischio che la BoJ si mostri meno paziente, e questo introduce una fragilità strutturale nella parte alta del cambio. In parallelo, sul piano politico, l’approvazione alla camera bassa di due futuri membri più accomodanti del board BoJ suggerisce che il dibattito interno resterà aperto e che la traiettoria della banca centrale potrebbe diventare meno lineare.

Analisi tecnica frattale: struttura rialzista di fondo, ma con segnali di compressione e possibile correzione di breve

Struttura primaria – D1

Sul grafico H4 il cross mantiene una struttura di fondo ancora rialzista.

Il prezzo si è mosso per diverse settimane all’interno di un canale ascendente ordinato, costruendo una sequenza di massimi e minimi crescenti che ha sostenuto l’estensione fino alla zona dei massimi recenti in area 159,95–160,07.

La media principale continua a inclinarsi positivamente e il movimento di medio periodo non è ancora stato tecnicamente invalidato.

Tuttavia, proprio nella parte alta del canale il mercato ha iniziato a mostrare segnali di fatica.

L’area 159,95 è una resistenza chiave di struttura, mentre la fascia 159,27–159,12 rappresenta il primo supporto intermedio attualmente sotto pressione.

Più in basso, 158,63 è il vero livello spartiacque della struttura di breve-medio periodo: finché il prezzo resta sopra quest’area, il quadro H4 può ancora essere letto come correttivo dentro un trend costruttivo; sotto, la pressione ribassista inizierebbe a incidere molto più profondamente sulla gamba rialzista partita da febbraio.

Un ulteriore riferimento importante si colloca in area 157,88, livello che coincide con un supporto statico e con una zona di riequilibrio più profonda. La lettura frattale dell’H4 è quindi chiara: trend rialzista ancora intatto, ma con un evidente rallentamento nella parte alta del range.

Struttura secondaria – H1

Sul grafico H1 la dinamica appare più fragile rispetto al quadro superiore.

Dopo il test dell’area 159,95, il mercato ha sviluppato una sequenza di massimi decrescenti di breve e una discesa che ha riportato il prezzo a lavorare in prossimità della media principale. Il passaggio sotto 159,27 ha indebolito l’impulso rialzista più recente e ha aperto la porta a una fase di correzione più ordinata.

In questo momento l’area 159,10–159,12 è il primo snodo tecnico di breve.

Sotto, il supporto chiave resta 158,63, che sul time frame orario rappresenta il livello la cui rottura trasformerebbe la fase attuale da semplice pullback a correzione più profonda.

Al rialzo, invece, il mercato avrebbe bisogno di recuperare prima 159,27 e poi 159,95 per riprendere una struttura chiaramente bullish.

La relazione tra H4 e H1 è coerente: il trend superiore resta ancora positivo, ma il time frame intermedio mostra un mercato in fase di riassorbimento, con un momentum meno brillante e un rischio crescente di estensione correttiva.

Struttura di timing – M15

Sul M15 la correzione di breve è ancora più evidente.

Il prezzo ha costruito un impulso ribassista intraday molto netto, scendendo dalla fascia 159,79–159,90 verso l’area 159,09, dove ora sta tentando un primo assestamento.

Il movimento ha rotto la precedente struttura di minimi crescenti di brevissimo e ha riportato il cross sotto le medie di breve, segnalando perdita di momentum.

I livelli da osservare sul timing sono molto precisi. 159,09 è il primo pivot intraday, mentre sotto restano importanti 158,85 e 158,56 come supporti di estensione.

Al rialzo, le prime resistenze sono 159,55, poi 159,79 e infine 159,90. La lettura frattale è abbastanza lineare: H4 ancora costruttivo, H1 correttivo, M15 decisamente più debole nel brevissimo.

Scenario bullish

Lo scenario rialzista richiede una rapida stabilizzazione sopra 159,09 e soprattutto il recupero di 159,27. Solo sopra quest’area il mercato potrebbe provare a riportarsi verso 159,95, livello chiave di resistenza.

Una rottura confermata dei massimi recenti in area 159,95–160,07 riattiverebbe la struttura rialzista di H4, ripristinando pienamente la sequenza di massimi e minimi crescenti.

Questo scenario resterebbe coerente con un contesto in cui il dollaro continua a beneficiare del differenziale tassi, mentre la BoJ rimane prudente e non accelera sulla normalizzazione.

Scenario bearish

Lo scenario ribassista diventerebbe più credibile con la perdita di 159,09 seguita da una rottura di 158,63.

In quel caso la correzione di breve si estenderebbe in modo più deciso, con possibile ritorno verso 157,88 e indebolimento più marcato del quadro H4.

Uno sviluppo di questo tipo sarebbe coerente con una combinazione di fattori: rafforzamento dello yen come valuta rifugio, maggiore convinzione del mercato su un rialzo BoJ a breve e contestuale raffreddamento della forza del dollaro dopo il recente rally.

Conclusioni

USD/JPY resta un cross guidato soprattutto dal differenziale tassi e dal repricing delle aspettative monetarie, ma il quadro si sta facendo più complesso.

Il dollaro continua a beneficiare di un contesto di Fed meno accomodante, petrolio elevato e inflazione più ostinata, mentre lo yen torna periodicamente a rafforzarsi sia per la componente difensiva sia per il rischio crescente di un’accelerazione della BoJ.

Dal punto di vista tecnico, la struttura di fondo resta ancora rialzista sul time frame superiore, ma i frame inferiori mostrano una perdita di slancio evidente.

La fascia 159,09–159,27 è ora il vero snodo del mercato: sopra, il cross può ancora preparare un nuovo attacco ai massimi; sotto, aumenterebbe la probabilità di una correzione più ampia.

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