USD/CAD resta molto sensibile al tema energetico. Il conflitto in Medio Oriente continua infatti a influenzare petrolio, inflazione e aspettative sui tassi. Reuters segnala che l’attuale crisi ha riportato forte incertezza sulle forniture e ha lasciato il greggio su livelli ancora elevati, anche dopo alcune fasi di de-escalation.
Per il Canada questo è un punto centrale. Il petrolio resta uno dei principali driver del dollaro canadese. Tuttavia, la relazione non è sempre lineare. Reuters ha osservato che il loonie ha toccato di recente un massimo di quasi tre settimane, sostenuto sia dal greggio sia da un temporaneo miglioramento del sentiment globale.
Dall’altra parte, il dollaro USA continua a beneficiare di un contesto macro più robusto. Il mercato vede ancora una Fed prudente. Inoltre, l’inflazione americana resta sotto pressione per effetto dell’energia. Reuters riporta che Washington spinge per un approccio “wait and see”, proprio perché il conflitto con l’Iran ha aumentato i rischi inflattivi.
Di conseguenza, USD/CAD si trova al centro di due forze opposte. Il CAD beneficia del petrolio. Il USD, invece, beneficia di rendimenti elevati e di una Fed ancora ferma. Questo spiega perché la price action sia stata volatile ma ordinata.
Sul piano monetario, il differenziale tassi resta importante. La Fed appare ancora più rigida del previsto. Reuters evidenzia che la guerra e il rialzo dei carburanti hanno ridotto ulteriormente la probabilità di tagli rapidi dei tassi USA.
La Bank of Canada, invece, si trova in una posizione più sfumata. Il petrolio sostiene i ricavi esterni del Canada. Tuttavia, la crescita resta esposta al rischio globale. Inoltre, secondo Reuters, il mercato ha già rivisto più volte le attese sui futuri rialzi BoC in funzione dell’evoluzione del conflitto e della traiettoria del greggio.
Questo implica una lettura operativa precisa. Nel breve, il dollaro USA continua a mantenere un vantaggio relativo. Tuttavia, il CAD non appare strutturalmente fragile. Quando petrolio e sentiment migliorano, il loonie tende a recuperare terreno in modo rapido.
Per questo motivo, USD/CAD va letto come un cross macro molto dinamico. Non basta osservare il dollaro USA. Bisogna anche seguire il petrolio, il risk sentiment e le aspettative sui tassi canadesi.

Sul grafico Daily il quadro è cambiato. Dopo il recupero sviluppato dai minimi di fine gennaio, il cross ha trovato resistenza nella fascia 1,3950–1,3980. Da lì è partita una correzione che ha riportato il prezzo verso l’area 1,3713–1,3770. La media principale passa proprio in questa zona e rende il livello ancora più sensibile.
I riferimenti tecnici principali sono chiari:
• 1,4119 come resistenza maggiore di medio periodo
• 1,3950 come resistenza intermedia
• 1,3713 come supporto pivot del Daily
• 1,3485 come supporto strutturale inferiore
La lettura frattale del Daily è quindi più fragile. Il trend rialzista precedente si è indebolito. Inoltre, il prezzo sta testando un’area tecnica decisiva.

Sul timeframe H1 la pressione ribassista è più evidente. Il mercato ha costruito una sequenza ordinata di massimi e minimi decrescenti.
Inoltre, si muove dentro un canale discendente ben visibile. La fascia 1,3803 è la prima resistenza di breve. Più in alto, 1,3872 rappresenta la resistenza che separa il semplice rimbalzo da un recupero più credibile.
Sul lato opposto, i supporti più importanti sono:
• 1,3769 come minimo immediato
• 1,3727 come supporto successivo
• 1,3713 come livello chiave del Daily
La struttura H1 resta quindi ribassista. Finché il prezzo rimane sotto 1,3803, ogni recupero va letto come correzione di breve.

Sul grafico M15 il mercato mostra una fase di compressione ribassista.
Dopo l’ultimo impulso verso il basso, il prezzo tenta piccoli rimbalzi ma senza cambiare struttura. Il livello 1,3783 è il primo pivot intraday.
Sopra, l’area 1,3803 resta la barriera più importante. Sotto, i minimi di area 1,3765–1,3769 rappresentano il primo supporto operativo.
La lettura frattale è ordinata. Il Daily è in indebolimento. L’H1 è ribassista. Il M15 resta debole, anche se molto vicino a una zona di possibile rimbalzo tecnico.
Lo scenario rialzista richiede una prima stabilizzazione sopra 1,3783. Tuttavia, il segnale vero arriverebbe solo sopra 1,3803.
In quel caso il mercato potrebbe puntare verso 1,3872 e, successivamente, tornare a lavorare sulla fascia 1,3950.
Questo scenario sarebbe coerente con un nuovo rafforzamento del dollaro USA. Inoltre, potrebbe svilupparsi se il petrolio dovesse perdere ulteriore slancio o se il risk sentiment tornasse a peggiorare.
Lo scenario ribassista resta oggi il più coerente con la struttura di breve.
Una rottura confermata sotto 1,3769 aprirebbe spazio verso 1,3727. Sotto quell’area, il mercato tornerebbe a testare 1,3713, livello chiave anche sul Daily.
Questo scenario si allineerebbe con un CAD più forte.
In particolare, sarebbe coerente con petrolio stabile o in rialzo e con una tenuta del sentiment sul Canada. Reuters ha già mostrato come il loonie tenda a reagire rapidamente quando dollaro USA e avversione al rischio si allentano.
USD/CAD entra in una fase tecnica molto delicata. Il dollaro USA mantiene ancora un vantaggio macro.
Tuttavia, il dollaro canadese non appare debole in modo strutturale. Petrolio, flussi di rischio e aspettative BoC possono ancora cambiare rapidamente il quadro.
Dal punto di vista frattale, il messaggio è chiaro.
Il Daily si sta appoggiando su un supporto decisivo.
L’H1 resta ribassista. Il M15 consolida vicino ai minimi.
La fascia 1,3769–1,3803 è oggi il vero snodo operativo.
Sopra, il cross può tentare un rimbalzo più ampio.
Sotto, aumenta il rischio di un’estensione ribassista verso i supporti inferiori.