Nvidia ha chiuso il terzo trimestre dell’anno fiscale 2026 con un altro set di numeri eccezionali, confermandosi come infrastruttura di riferimento della nuova economia dell’intelligenza artificiale. I ricavi hanno toccato nuovi massimi record, il segmento Data Center continua a crescere a doppia cifra e i margini restano su livelli che pochi competitor possono anche solo avvicinare. Allo stesso tempo, però, il quadro che emerge è quello di un modello di business sempre più concentrato su un solo motore – l’AI per data center – con un contesto geopolitico e regolamentare che resta complesso, soprattutto sul fronte Cina.
Di seguito i principali punti emersi dal Q3 FY2026.
Nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2026 (chiuso il 26 ottobre 2025) Nvidia ha riportato ricavi per 57,0 miliardi di dollari, in aumento del 22% rispetto al trimestre precedente e del 62% su base annua. Si tratta di un nuovo massimo storico per il gruppo.
L’utile netto GAAP è salito a 31,9 miliardi di dollari, con un EPS diluito di 1,30 dollari, in crescita del 67% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche la metrica non-GAAP mostra un quadro sostanzialmente identico, con EPS diluito non-GAAP sempre pari a 1,30 dollari, a conferma dell’assenza di oneri straordinari rilevanti nel trimestre.
Il profilo di redditività resta straordinario:
• Margine lordo GAAP: 73,4%
• Margine lordo non-GAAP: 73,6%
• Utile operativo GAAP: 36,0 miliardi di dollari
• Utile operativo non-GAAP: 37,8 miliardi di dollari
Nel complesso, rispetto al Q2 FY2026, ricavi, utile operativo ed EPS crescono tutti a doppia cifra, con margini addirittura in lieve miglioramento nonostante l’aumento delle spese operative, che in versione non-GAAP salgono a circa 4,2 miliardi di dollari.
La componente più impressionante è però la capacità di generare cassa: nel trimestre il free cash flow ha superato i 22 miliardi di dollari, mentre nei primi nove mesi dell’anno fiscale l’azienda ha restituito agli azionisti 37 miliardi di dollari tra buyback e dividendi, con ancora oltre 62 miliardi disponibili nel programma di riacquisto.
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Il Data Center è sempre più il cuore del modello Nvidia. Nel Q3 FY2026 il segmento ha generato 51,2 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 25% rispetto al trimestre precedente e del 66% anno su anno, rappresentando di fatto quasi il totale del fatturato del gruppo.
La crescita è trainata da tre direttrici:
• la migrazione verso accelerated computing nei data center tradizionali,
• l’adozione massiva di GPU per il training e l’inference dei modelli di AI generativa,
• la nascita di vere e proprie “AI factory”, data center progettati nativamente per produrre capacità di calcolo e “intelligence” come nuova commodity digitale.
Nel trimestre Nvidia ha evidenziato:
• un ramp-up molto forte della piattaforma Blackwell, con performance e densità energetica nettamente superiori alla generazione precedente;
• una crescita importante del business di networking (NVLink, InfiniBand, soluzioni Ethernet per AI), componente ormai imprescindibile per scalare i supercomputer dedicati all’AI;
• nuovi accordi globali con i principali hyperscaler e fornitori di modelli: partnership strategiche con OpenAI (almeno 10 gigawatt di sistemi Nvidia per la prossima generazione di infrastruttura AI), Google Cloud, Microsoft, Oracle, xAI, Anthropic e altri attori di primo piano.
In pratica, ogni grande progetto di AI su scala industriale – dal cloud pubblico alle iniziative “sovereign AI” sponsorizzate dai governi – continua a passare, in misura dominante, dall’ecosistema Nvidia.
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Pur rimanendo in secondo piano rispetto al Data Center, le altre linee di business mostrano segnali interessanti:
• Gaming e AI PC: ricavi a 4,3 miliardi di dollari, -1% sul trimestre ma +30% su base annua, grazie alla nuova generazione di GPU RTX e alla crescente convergenza tra gaming e workload AI lato client.
• Professional Visualization: fatturato di 760 milioni di dollari, +26% trimestre su trimestre e +56% anno su anno, sostenuto dall’adozione di workstation e soluzioni DGX per applicazioni AI professionali.
• Automotive e Robotics: vendite per 592 milioni di dollari, in aumento dell’1% sul trimestre e del 32% anno su anno, grazie all’espansione delle piattaforme per guida autonoma e sistemi di edge AI nel mondo industriale.
Si tratta ancora di business numericamente piccoli rispetto al Data Center, ma strategici per consolidare la presenza di Nvidia lungo tutta la catena del valore dell’AI, dal cloud al veicolo autonomo, fino alla fabbrica intelligente.
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Il tema della Cina resta uno dei principali fattori di rischio strutturale, anche se nel Q3 FY2026 l’impatto contabile diretto è stato molto più limitato rispetto ai trimestri precedenti.
Nei primi mesi dell’anno fiscale 2026 Nvidia aveva registrato un onere complessivo di 4,5 miliardi di dollari legato ai vincoli sull’export verso la Cina e alla necessità di adeguare l’offerta di chip (in particolare la linea H20) al nuovo quadro regolamentare; nel Q2 era poi emerso un rilascio positivo di circa 180 milioni di dollari.
Nel Q3, invece, il comunicato ufficiale segnala che l’impatto netto legato ai chip H20 è stato “insignificante”, segno che la fase più pesante dell’aggiustamento è alle spalle. Anche le vendite di H20 risultano marginali, a conferma che la strategia dell’azienda è ormai focalizzata sulle piattaforme Blackwell e sulle soluzioni destinate a mercati non colpiti dalle restrizioni.
Detto questo, la Cina resta un dossier aperto. Le limitazioni all’export di GPU avanzate continuano a comprimere il potenziale di crescita in uno dei mercati più importanti per lo sviluppo dell’AI, e le autorità statunitensi mantengono un approccio prudente sulla concessione di nuove licenze. Nel commento al Q2, il management aveva sottolineato che le restrizioni potrebbero sottrarre diversi miliardi di dollari di ricavi potenziali nel breve periodo, pur in presenza di una domanda strutturalmente forte.
La lettura per l’investitore è duplice: nel breve periodo l’impatto contabile appare gestibile e in parte compensato dall’espansione in altre aree; nel medio-lungo periodo, però, la dipendenza da decisioni politiche e regolamentari resta uno dei principali assi di rischio del caso Nvidia.
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Per il quarto trimestre dell’anno fiscale 2026, Nvidia ha fornito una guidance ancora una volta molto aggressiva:
• Ricavi attesi: 65,0 miliardi di dollari, ±2%
• Margine lordo GAAP atteso: 74,8% ± 50bps
Margine lordo non-GAAP atteso: 75,0% ± 50bps
• Spese operative GAAP: circa 6,7 miliardi di dollari
• Spese operative non-GAAP: circa 5,0 miliardi
• Altri proventi (GAAP e non-GAAP): circa 500 milioni di dollari
• Tax rate GAAP e non-GAAP: 17% ± 1%
La guidance implica un’ulteriore accelerazione sequenziale dei ricavi, con un mix ancora fortemente sbilanciato sul Data Center e margini attesi in ulteriore miglioramento. Il messaggio implicito è chiaro: la domanda per infrastrutture AI non mostra segnali di normalizzazione e, secondo il management, siamo nel pieno di un ciclo “virtuoso” in cui training, inference e nuove applicazioni agentiche continuano a espandere la base installata.

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Il Q3 FY2026 non è stato solo un trimestre di numeri record, ma anche di annunci strategici di lungo periodo.
Sul fronte Data Center, Nvidia ha presentato una serie di partnership che ridisegnano la geografia dell’AI globale:
• accordo con OpenAI per almeno 10 gigawatt di infrastruttura basata su sistemi Nvidia per la prossima generazione di modelli;
• collaborazioni con Google Cloud, Microsoft, Oracle, xAI e Anthropic per costruire AI factory con centinaia di migliaia di GPU Nvidia, incluse le nuove piattaforme Blackwell e Rubin;
• iniziative mirate in Regno Unito, Germania, Corea del Sud e Stati Uniti per supercomputer di nuova generazione e cloud industriali dedicati all’AI fisica e all’industrial metaverse.
Questi progetti hanno una doppia valenza:
1. Economica, perché garantiscono visibilità sul backlog di ordini per anni e rafforzano il ruolo di Nvidia come standard de facto per l’infrastruttura AI ad alte prestazioni.
2. Geopolitica, perché contribuiscono a bilanciare la minore esposizione alla Cina con una maggiore profondità nei mercati occidentali e nei Paesi che stanno investendo in “sovranità tecnologica” e potenza di calcolo nazionale.
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Nvidia è ormai al centro di una partita che non è più solo industriale, ma apertamente strategica. L’azienda è diventata un asset critico per la leadership tecnologica statunitense e occidentale nell’AI, e questo la pone al crocevia tra regolazione, interessi geopolitici e competizione internazionale
Tre elementi meritano particolare attenzione:
• Regolazione export USA–Cina: le restrizioni sui chip avanzati limitano il potenziale di crescita in uno dei mercati più dinamici, ma allo stesso tempo rafforzano il ruolo di Nvidia come fornitore “strategico” per i Paesi considerati alleati.
• Concorrenza emergente: sia in Cina sia in Occidente, competitor verticali e orizzontali stanno accelerando, spinti dall’esigenza di ridurre la dipendenza da un singolo fornitore. Per ora il divario tecnologico e di ecosistema resta ampio, ma la barriera non è insormontabile nel lungo termine.
• Dipendenza dal Data Center: il peso specifico del segmento data center rende il profilo di rischio più concentrato. Un eventuale rallentamento degli investimenti nei grandi hyperscaler o un cambio di paradigma tecnologico nella computazione AI avrebbe impatti immediati sulla crescita.
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I risultati del Q3 FY2026 confermano Nvidia come spina dorsale dell’infrastruttura globale dell’intelligenza artificiale: 57 miliardi di ricavi trimestrali, di cui oltre 51 miliardi dal Data Center, margini lordi oltre il 73% ed EPS in forte crescita. Numeri che descrivono un’azienda che non sta semplicemente beneficiando di un ciclo favorevole, ma che contribuisce a definirne i contorni tecnologici e industriali.
Allo stesso tempo, il profilo di rischio si fa più sofisticato: la dipendenza dal Data Center e dalle scelte di spesa di pochi grandi clienti cloud, l’incertezza regolamentare sul fronte Cina e la necessità di mantenere un ritmo di innovazione elevatissimo impongono una lettura attenta, soprattutto per chi guarda al titolo con orizzonte di medio-lungo periodo. Nvidia rimane il “pure play” più diretto sulla crescita dell’AI, ma è anche un caso in cui valutazioni, geopolitica e ciclicità degli investimenti IT devono essere monitorate con grande disciplina.