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George Nikolaides
Analisi, Pensieri e Approfondimenti | Maggio 29, 2025

Risultati Nvidia Q1 FY2026: la crescita resta impetuosa, ma aumentano le sfide geopolitiche

Nvidia ha inaugurato l’anno fiscale 2026 con un altro trimestre spettacolare, consolidando ulteriormente la sua posizione di motore indiscusso della rivoluzione globale dell’intelligenza artificiale. Per il primo trimestre la società ha registrato ricavi record e confermato la propria leadership nell’infrastruttura AI per data center. Tuttavia, i risultati riflettono anche una crescente complessità: aumentano i rischi geopolitici, il fatturato dalla Cina è sotto pressione, e i costi per mantenere la leadership globale stanno salendo.

Ecco tutti i principali punti emersi dal trimestre.

Risultati Nvidia Q1 FY2026

Nvidia ha riportato ricavi per 44,04 miliardi di dollari nel Q1 FY2026 (contro i 43,31 miliardi attesi), in crescita del 69% su base annua e del 12% rispetto al trimestre precedente. L’EPS rettificato (non-GAAP) si è attestato a 0,81 dollari per azione, cifra che include l’impatto negativo di un onere da 4,5 miliardi di dollari legato a vincoli sulle esportazioni verso la Cina. Escludendo questo onere e gli effetti fiscali correlati, l’EPS sarebbe stato pari a 0,96 dollari, superando le stime medie di Wall Street (0,93$ secondo LSEG).

Altri dati chiave:

  • Margine lordo (non-GAAP): 61%, penalizzato dall’onere legato ai chip H20
  • Margine lordo (non-GAAP, escluso impatto H20): 71,3%
  • Spese operative (non-GAAP): 3,5 miliardi di dollari

Nonostante la compressione dei margini, il mercato ha accolto positivamente il superamento delle attese sui ricavi e la tenuta della domanda nel segmento data center. Il titolo Nvidia ha guadagnato oltre il 5% nelle contrattazioni after-hours.

Crescita del segmento Data Center

Il segmento Data Center è il cuore dell’attività di Nvidia, e i risultati del Q1 FY2026 ne confermano l’espansione vertiginosa. Il segmento ha generato 39,12 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 73% su base annua e del 23% trimestre su trimestre, rappresentando quasi l’89% del totale aziendale.

La crescita è stata trainata dalla domanda sostenuta per i chip H100 (architettura Hopper), utilizzati da colossi come Microsoft (Azure), Amazon (AWS), Meta (modelli Llama) e Google (Gemini) per alimentare i propri modelli linguistici e piattaforme AI generativa.

Non sono mancati segnali di forte domanda anche da parte di:

  • Clienti enterprise, che investono in infrastrutture AI private
  • Iniziative sovrane, volte a sviluppare capacità nazionali
  • AI factory, ossia data center progettati specificamente per addestrare e distribuire modelli di intelligenza artificiale

Secondo il CEO Jensen Huang:

“Aziende e paesi stanno collaborando con Nvidia per costruire un nuovo tipo di data center — vere e proprie AI factory — per produrre una nuova commodity: l’intelligence.”

Nei prossimi mesi si attende il lancio dell’architettura Blackwell, che porterà ulteriori progressi in termini di densità di calcolo, consumo energetico e capacità di training. Il ramp-up dovrebbe iniziare nella seconda metà dell’anno fiscale.

Restrizioni all’export verso la Cina

La principale sfida nel trimestre è arrivata dalle nuove restrizioni statunitensi all’export di chip AI verso la Cina, che hanno limitato le vendite del chip H20, l’unico fino ad allora esportabile legalmente.

Nel dettaglio, Nvidia ha affrontato:

  • 2,5 miliardi di dollari di mancati ricavi legati a spedizioni bloccate
  • 4,5 miliardi di dollari di oneri su inventario invenduto e obblighi contrattuali
  • Un’accelerazione nelle consegne pre-ban: 4,6 miliardi di dollari di chip H20 venduti prima che entrassero in vigore le restrizioni

Nonostante tutto, la Cina ha contribuito per il 12,5% dei ricavi del trimestre — circa 5,5 miliardi di dollari. Tuttavia, l’azienda ha previsto un calo marcato nel Q2, con un impatto stimato di 8 miliardi di dollari legato al blocco totale delle esportazioni.

Huang ha espresso preoccupazione:

“Rischiamo di essere tagliati fuori da uno dei più grandi ecosistemi di sviluppo AI al mondo.”

Inoltre, Huang ha confermato che i chip Hopper non possono più essere modificati per la Cina, chiudendo un canale commerciale alternativo. Secondo Reuters, Nvidia starebbe sviluppando una versione “Blackwell” compatibile con le restrizioni, ma non vi è stata conferma ufficiale.

Guidance per il Q2

Per il secondo trimestre dell’anno fiscale 2026, Nvidia prevede ricavi pari a 45,0 miliardi di dollari, ±2%, cifra che sconta un impatto negativo stimato in 8 miliardi di dollari a causa del blocco delle vendite H20 in Cina.

Altri dati guidance ufficiali:

  • Margine lordo GAAP: 71,8% ± 50 punti base
  • Margine lordo non-GAAP: 72,0% ± 50 punti base

L’azienda punta a raggiungere margini “mid-70s” entro fine anno fiscale

  • Spese operative GAAP: circa 5,7 miliardi di dollari
  • Spese operative non-GAAP: circa 4,0 miliardi

Crescita annua attesa delle spese operative: mid-30%

  • Altri proventi: ~450 milioni di dollari (escludendo effetti su titoli azionari)
  • Aliquota fiscale: 16,5% ± 1%

Il consensus degli analisti (45,9 miliardi secondo LSEG) era leggermente superiore, ma Nvidia ha ribadito che la domanda sottostante resta molto forte, specialmente in vista della rampa di lancio di Blackwell nella seconda metà dell’anno.

Espansione internazionale

Per compensare il calo delle vendite in Cina, Nvidia sta accelerando l’espansione verso nuove aree geografiche.

Iniziative principali:

  • Un mega data center da 10 miglia quadrate negli Emirati Arabi Uniti, potenzialmente alimentato da 5 gigawatt di potenza AI
  • Accordi strategici in Arabia Saudita e Taiwan
  • Focus crescente su Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico, dove i governi finanziano la sovranità tecnologica e lo sviluppo AI domestico

Secondo la CFO Colette Kress:

“Abbiamo visibilità su progetti che richiedono decine di gigawatt di infrastruttura AI Nvidia.”

Queste iniziative non solo spalancano nuove opportunità di crescita, ma offrono anche copertura geopolitica, allontanando Nvidia dalla dipendenza USA–Cina.

Implicazioni politiche e rischi strategici

Nel Q1 FY2026, Jensen Huang ha assunto un tono insolitamente politico. Ha elogiato la decisione del presidente Donald Trump di annullare la “AI diffusion rule”, che avrebbe ulteriormente limitato l’export di chip AI statunitensi.

“Il presidente Trump vuole che l’America vinca. E capisce anche che non siamo l’unico paese in corsa.”

Huang ha però anche avvertito che l’industria AI cinese sta facendo rapidi progressi. Isolare la Cina — ha suggerito — potrebbe indebolire nel lungo termine la leadership tecnologica americana.

Nvidia non è più soltanto un leader di mercato. È diventata un asset strategico, al centro di tensioni politiche, regolamentazioni e nuove sfide geopolitiche.

Conclusione

I risultati del Q1 FY2026 — 44,04 miliardi di dollari di ricavi, 39,12 miliardi dai data center, EPS a 0,81$ (0,96$ escluse voci straordinarie) — confermano che Nvidia è la spina dorsale dell’economia dell’intelligenza artificiale.

Ma questo trimestre rappresenta anche una svolta. La crescita non è più priva di attriti: i divieti commerciali, le tensioni geopolitiche e la competizione internazionale stanno cambiando le regole del gioco.

Per mantenere la leadership, Nvidia dovrà fare di più che innovare: dovrà adattarsi alla politica globale, diversificare le alleanze e scalare l’infrastruttura in un mondo dove la potenza di calcolo è valuta strategica.

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