I dati PMI di luglio 2025 pubblicati dall’Institute for Supply Management (ISM) rivelano un’economia nuovamente sotto pressione, con un settore manifatturiero in fase di contrazione e un comparto dei servizi che cresce a malapena. Al di sotto dei numeri principali, le imprese si trovano ad affrontare incertezze legate ai dazi, all’elevato costo degli input e al rallentamento della domanda, mentre la pressione inflazionistica si mantiene sorprendentemente persistente.
Dopo due mesi di lieve espansione, il settore manifatturiero statunitense è tornato in contrazione a luglio, con il Manufacturing PMI® sceso al 48,0%, rispetto al 49,0% di giugno. Si tratta del quinto mese consecutivo di contrazione, segnale di un indebolimento crescente nell’economia industriale.

“La domanda resta debole, la produzione è stabile, e gli input sono favorevoli. Le catene di fornitura sono pronte per la crescita, mentre le aziende dei nostri partecipanti continuano a gestire output, materie prime e forza lavoro per adattarsi agli ordini dei clienti.” – Susan Spence, presidente del Manufacturing Business Survey Committee di ISM
Spence ha inoltre evidenziato che il 79% del PIL manifatturiero statunitense era in contrazione a luglio, rispetto al 46% di giugno, e che il 31% dei settori ha registrato letture PMI inferiori al 45%, indicando una contrazione marcata.
• “I backlog stanno diminuendo e iniziamo a notare cambiamenti nei modelli d’ordine dei clienti. Il rallentamento è in corso in molti mercati.” – Prodotti in metallo lavorato
• “Tanta attività di preventivazione, ma i clienti sono molto esitanti a confermare.” – Prodotti elettronici e informatici
• “I clienti sono riluttanti a piazzare ordini fermi. La domanda si è indebolita.” – Macchinari
• “Siamo tornati ai livelli pre-COVID-19 di vendite e ordini.” – Attrezzature per i trasporti
Questi commenti evidenziano un atteggiamento di prudenza diffuso tra gli acquirenti e crescenti difficoltà nel convertire le trattative in ordini effettivi, nonostante i bassi livelli di scorte e backlog.
Sette settori manifatturieri hanno registrato espansione, tra cui:
• Abbigliamento, cuoio e affini
• Plastica e gomma
• Prodotti minerali non metallici
• Industrie tessili
• Mobili e affini
Tuttavia, settori chiave come macchinari, elettronica, attrezzature per trasporto e prodotti chimici restano in contrazione.
Il Services PMI® si è attestato al 50,1%, in calo rispetto al 50,8% di giugno. Pur rimanendo sopra la soglia di espansione, il dato indica una crescita quasi piatta. I segnali indicano un settore dei servizi che arranca, con domanda in raffreddamento e pressione sui costi in aumento.

“Il settore dei servizi è ancora in espansione, ma l’attività e i nuovi ordini stanno crescendo a un ritmo più lento. L’occupazione ha registrato un’ulteriore contrazione e le consegne si sono allungate. L’inflazione resta una preoccupazione, con un’accelerazione dei prezzi pagati.” – Steve Miller, presidente del Services Business Survey Committee di ISM
Miller ha osservato che il dato di luglio corrisponde a una crescita annualizzata del PIL di appena +0,5%, segnalando una dinamica di quasi stagnazione.
• “La domanda è calata sensibilmente. I clienti stanno riducendo le quantità ordinate.” – Sanità e assistenza sociale
• “I tassi d’interesse elevati stanno rallentando i nuovi progetti residenziali.” – Costruzioni
• “La pausa estiva degli studenti ha inciso sulla domanda.” – Istruzione
• “L’incertezza sui dazi sta ritardando le decisioni di acquisto.” – Servizi di alloggio e ristorazione
• “La domanda resta buona, le prospettive per il Q3 sono positive.” – Finanza e assicurazioni (una delle poche voci ottimiste)
Undici settori hanno registrato crescita, tra cui:
• Trasporti e logistica
• Commercio all’ingrosso
• Finanza e assicurazioni
• Commercio al dettaglio
• Amministrazione pubblica
• Real estate e leasing
Tuttavia, l’occupazione è calata nella maggior parte dei settori, e sia gli ordini all’export che le importazioni sono tornati in contrazione — segnali di cautela nelle spese e negli investimenti.
1. L’inflazione resta un problema
• I prezzi restano elevati: 64,8% nella manifattura, 69,9% nei servizi.
• L’inflazione nei servizi, in particolare, ha superato il 60% per l’ottavo mese consecutivo, con il livello più alto da ottobre 2022.
• Le materie prime e i costi in aumento includono: acciaio, rame, alluminio, trasporti, software e materiali di consumo.
2. L’occupazione resta debole
• Entrambi i settori riportano contrazione dell’occupazione per il secondo mese consecutivo.
• Molte aziende mantengono congelate le assunzioni o affrontano turnover, in attesa di segnali di domanda più solidi.
3. Scambi internazionali e catene di fornitura in evoluzione
• Le consegne dei fornitori sono diventate più rapide in entrambi i settori.
• Importazioni ed esportazioni nei servizi sono calate, segnalando rallentamento della domanda globale o gestione prudente delle scorte.
I dati ISM di luglio mostrano un’economia che sta perdendo slancio: non è in recessione, ma nemmeno in crescita solida.
• Il settore manifatturiero è chiaramente in ritirata, con ordini deboli, occupazione in calo e settori chiave in contrazione.
• I servizi continuano a espandersi, ma con difficoltà: se non fosse per l’attività positiva in finanza, amministrazione pubblica e logistica, il PMI sarebbe probabilmente sotto 50.
• L’inflazione resta sticky, soprattutto nei servizi, a dimostrazione del fatto che le pressioni sui prezzi non sono più solo legate ai beni ma si radicano nei salari e nei costi operativi.
In un momento in cui la Fed è sotto pressione per tagliare i tassi, questi dati suggeriscono prudenza: una mossa prematura potrebbe compromettere la credibilità anti-inflazione, soprattutto se i dazi dovessero aumentare nei prossimi mesi.