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Matteo Marchetti
Analisi, Formazione, Pensieri e Approfondimenti | Marzo 3, 2026

PMI Manifatturiero USA – Febbraio 2026: Espansione Moderata con Segnali Misti

A febbraio 2026 l’attività del settore manifatturiero negli Stati Uniti ha continuato ad espandersi, seppur a un ritmo leggermente più contenuto rispetto a gennaio. L’indice ISM® Manufacturing PMI, pubblicato dall’Institute for Supply Management, si è attestato a 52,4%, in lieve diminuzione rispetto al 52,6% del mese precedente ma ancora ben al di sopra della soglia di 50 che separa espansione da contrazione nel comparto manifatturiero .

Un valore superiore a 50 indica che l’attività complessiva nel settore è in crescita, e il dato di febbraio rappresenta il secondo mese consecutivo di espansione dopo un lungo periodo in contrazione che ha caratterizzato gran parte del 2024 e del 2025. Il dato ha anche superato le attese degli analisti, che prevedevano un rallentamento verso circa il 51,8%, confermando una certa resilienza del settore in un contesto economico generale impegnativo .

Analizzando i sotto-indici emergono dinamiche differenziate. L’Indice dei Nuovi Ordini ha registrato 55,8%, in calo rispetto al 57,1% di gennaio ma comunque ancora in territorio di espansione, segno che la domanda continua a sostenere l’attività produttiva anche se con una crescita lievemente meno vivace . Anche l’Indice di Produzione ha mostrato espansione con 53,5%, sebbene in calo da 55,9%, confermando l’aumento dell’output per il quarto mese consecutivo .

Non tutte le componenti però indicano forza. L’Indice dell’Occupazione si è fermato a 48,8%, al di sotto della soglia di espansione e segnando una contrazione nei livelli di assunzione nel settore manifatturiero, anche se leggermente migliorato rispetto al mese precedente. Questo suggerisce che le imprese restano caute nel potenziare la forza lavoro, nonostante condizioni di domanda relativamente favorevoli . Anche l’Indice delle Scorte è rimasto sotto 50, a 48,8%, riflettendo una graduale riduzione dei livelli di inventario .

Una delle evidenze più rilevanti del rapporto di febbraio riguarda l’Indice dei Prezzi, che ha raggiunto 70,5%, il livello più alto registrato da diversi anni. Questo indica che le pressioni sui costi di input permangono elevate, spinte da tariffe, frizioni nella catena di approvvigionamento e aumenti dei costi delle materie prime. Pressioni sui prezzi così intense potrebbero, se persistenti, riflettersi ulteriormente su misure più ampie di inflazione .

Altri sotto-indici descrivono un quadro misto ma interessante: l’Indice dei Fornitori – dove un valore sopra 50 segnala tempi di consegna più lenti – ha segnato 55,1%, indicativo di ulteriori rallentamenti nella catena di fornitura. L’Indice degli Ordini Arretrati è salito a 56,6%, il livello più alto da anni, suggerendo un accumulo di ordini da evadere, segnale di solidità della domanda. I dati relativi alle esportazioni e alle importazioni hanno anch’essi mostrato espansione, con l’indice delle importazioni ai massimi livelli dall’inizio del 2022, riflettendo una domanda sostenuta per input e materiali esteri .

Nel complesso, il rapporto ISM di febbraio presenta un settore manifatturiero in crescita ma con luci e ombre: si osservano segnali di domanda e produzione ancora incoraggianti, ma persistono costi elevati, dinamiche occupazionali deboli e alcune tensioni di inventario. Dal punto di vista macroeconomico, questi elementi suggeriscono che il comparto continua a contribuire alla crescita complessiva dell’economia statunitense, sebbene senza accelerazione netta, e che le pressioni sui costi potrebbero rappresentare una sfida per la politica monetaria e per i margini delle imprese nei prossimi mesi.

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