NZD/JPY si muove dentro un contesto ancora instabile. Tuttavia, il mercato ha ridotto parte del premio di guerra. Reuters segnala che le speranze di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran hanno attenuato la corsa al dollaro e alleggerito la pressione sul petrolio, pur lasciando elevati i rischi energetici globali.
Questo cambio di tono aiuta il kiwi. Infatti, NZD/JPY tende a respirare quando il rischio sistemico rallenta. Allo stesso tempo, il Giappone resta molto esposto al costo dell’energia. Reuters ricorda che il 95% del petrolio giapponese arriva dal Medio Oriente e che la fiducia dei manifatturieri è scesa ai minimi degli ultimi tre anni proprio per l’impatto del conflitto su costi e supply chain.
Sul lato neozelandese, la Reserve Bank of New Zealand ha lasciato i tassi al 2,25%. Tuttavia, ha avvertito che agirà in modo deciso se l’inflazione dovesse riaccelerare. Inoltre, la governatrice Anna Breman continua a vedere crescita nel 2026, pur ammettendo che guerra e carburanti più cari stanno peggiorando il quadro di breve.
In sintesi, il cross beneficia di un clima meno difensivo. Però non si muove in un ambiente sereno. Il petrolio è sceso dai picchi, ma il rischio resta aperto.
Il vantaggio dei tassi resta dalla parte della Nuova Zelanda. L’OCR è al 2,25%. Il tasso della BoJ è invece allo 0,75%. Questo mantiene positivo il carry per posizioni coerenti con la forza del kiwi contro yen.
Tuttavia, il tema giapponese è cambiato. Reuters riporta che il Fondo Monetario Internazionale si aspetta una normalizzazione BoJ leggermente più veloce. Inoltre, i mercati stimano una concreta probabilità di rialzo già nella riunione del 28 aprile. Il ministro Akazawa ha anche detto che una politica monetaria capace di rafforzare lo yen può essere uno strumento utile contro l’inflazione importata.
Questa è la vera chiave del cross. Il differenziale tassi continua a sostenere NZD/JPY. Però lo yen non è più una gamba passiva. Se la BoJ diventasse più credibile sul fronte dei rialzi, la parte alta del cross diventerebbe molto più fragile.

Sul grafico Daily la struttura resta costruttiva. Il cross ha costruito una tendenza rialzista ordinata dai minimi in area 85,70. In seguito, ha accelerato fino alla fascia 94,74. Dopo quella estensione, il mercato ha corretto. Tuttavia, non ha distrutto il quadro di fondo.
Adesso il prezzo lavora sopra la media principale. Inoltre, resta ben sopra il supporto di area 90,83. La fascia 93,80–94,74 rappresenta invece la parte alta del range. È qui che il mercato deve dimostrare continuità.
I livelli più importanti sul Daily sono chiari:
• 94,74 come resistenza principale
• 93,80 come prima area di controllo
• 90,83 come supporto chiave di struttura
• 88,79 come supporto intermedio
• 85,70 come base strategica del trend
La lettura frattale del Daily resta positiva. Tuttavia, il prezzo si avvicina a una zona in cui il mercato tende a rallentare.

Sul timeframe H1 il quadro resta rialzista, ma meno pulito. Il prezzo ha costruito una sequenza di minimi crescenti. Inoltre, si appoggia ancora alla trendline ascendente visibile sul grafico. Tuttavia, la spinta si è fermata sotto 93,91.
La fascia 93,24 è il primo supporto di equilibrio. Più sotto, 92,52 resta il supporto che separa una correzione fisiologica da un deterioramento più profondo. Al rialzo, 93,91 è la resistenza da rompere per riaprire spazio.
In altre parole, l’H1 mostra un mercato ancora costruttivo. Però entra in compressione sotto resistenza.

Sul M15 si vede meglio la perdita di momentum. Il prezzo ha smesso di spingere con continuità. Inoltre, si sta muovendo vicino alla trendline di breve. L’area 93,60 è il pivot immediato. Sopra, la fascia 93,86–93,91 resta la prima vera barriera. Sotto, 93,25 è il supporto di timing più importante.
La frattalità è ordinata. Il Daily resta bullish. L’H1 consolida. Il M15 è in verifica.
Lo scenario rialzista resta il principale finché il prezzo difende 93,25 e soprattutto 92,52. Una rottura confermata sopra 93,91 riaprirebbe spazio verso 94,74. In quel caso il cross tornerebbe a premiare carry e miglioramento del sentiment.
Questo scenario sarebbe coerente con petrolio meno aggressivo, minore domanda di yen e RBNZ ancora prudente ma non accomodante.
Lo scenario ribassista prenderebbe forza sotto 93,25. Tuttavia, il segnale più serio arriverebbe sotto 92,52. In quel caso aumenterebbe il rischio di ritorno verso 90,83. Lì passa il vero livello da non perdere per il Daily.
Questo scenario sarebbe coerente con yen più forte, maggiori attese di rialzo BoJ e nuova tensione energetica globale.
NZD/JPY resta un cross interessante perché unisce carry positivo e sensibilità al rischio. Al momento il mercato premia ancora la gamba neozelandese. Tuttavia, la parte alta del grafico non è libera. Il tema BoJ conta di più. Inoltre, il contesto geopolitico resta potenzialmente instabile.
Dal punto di vista tecnico, il quadro resta costruttivo. Però serve conferma sopra 93,91. Fino ad allora, la fascia 93,25–93,91 resta il vero snodo operativo.