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George Nikolaides
Analisi, Pensieri e Approfondimenti | Luglio 31, 2025

La Fed Mantiene i Tassi al 4,25%–4,50% tra Pressioni Politiche e Inflazione Persistente – Resoconto FOMC del 30 Luglio 2025

Mercoledì 30 luglio 2025, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha deciso di mantenere invariato l’intervallo obiettivo per il tasso sui federal funds al 4,25%–4,50%, livello stabile dal dicembre 2024. La decisione – ampiamente prevista – segna il quinto meeting consecutivo del 2025 senza modifiche ai tassi, a conferma dell’impegno della Fed verso un approccio cauto e guidato dai dati, mentre monitora l’inflazione persistente e un’economia condizionata dagli shock commerciali.

Tuttavia, la riunione non è stata affatto ordinaria. Ha visto infatti una rara dissidenza da parte di due governatori, alimentando le speculazioni sulla direzione futura della politica monetaria e sollevando interrogativi sulla capacità della Fed di preservare la propria indipendenza in un contesto sempre più politicizzato.

Decisione Chiave: Nessuna Modifica, ma una Dissidenza Storica

La decisione di lasciare invariati i tassi è stata presa con un insolito voto 9–2, poiché Michelle W. Bowman e Christopher J. Waller si sono opposti, preferendo un taglio immediato di 25 punti base. È la prima volta dal 1993 che due governatori (anziché presidenti delle Fed regionali) votano contro la decisione della maggioranza.

Il voto contrario di Bowman e Waller riflette le crescenti pressioni interne da parte di responsabili politici vicini all’amministrazione Trump, che hanno invocato un allentamento preventivo in risposta alla decelerazione dell’inflazione e all’aumento delle incertezze economiche legate ai dazi.

I Punti Salienti della Dichiarazione FOMC: Tono più Prudente sulla Crescita, Maggiore Attenzione all’Inflazione

La dichiarazione del FOMC di luglio 2025 introduce diverse modifiche lessicali e strutturali rispetto a quella pubblicata a giugno, rispecchiando una valutazione più prudente e sfumata delle prospettive economiche.

Modifiche Lessicali Rilevanti

Ulteriori Elementi della Dichiarazione

  • Mantenuto il tasso sui federal funds al 4,25%–4,50%.
  • Rafforzato l’impegno verso la piena occupazione e il target di inflazione al 2%.
  • Ribadita l’approccio data-dependent, dichiarando che il Comitato “valuterà attentamente i dati in arrivo, le prospettive evolutive e l’equilibrio dei rischi.”
  • Riconfermata la riduzione del bilancio, proseguendo con il deflusso di Treasury e MBS delle agenzie federali.
  • Sottolineata la necessità di monitorare “un ampio spettro di informazioni, incluse le condizioni del mercato del lavoro, le aspettative di inflazione e gli sviluppi internazionali.”

Conferenza Stampa di Powell: Prudenza, non Sottomissione

Il presidente della Fed Jerome Powell ha adottato un tono misurato durante la conferenza stampa. Pur riconoscendo che l’economia statunitense ha mostrato “resilienza”, ha sottolineato che il lavoro sull’inflazione non è ancora concluso. Ha respinto le richieste di allentamento immediato, affermando che la politica monetaria “non è inappropriatamente restrittiva” e che il Comitato ha bisogno di una maggiore fiducia nel ritorno sostenibile dell’inflazione verso il 2% prima di procedere a eventuali tagli.

In quello che è sembrato un velato messaggio alle pressioni politiche, Powell ha ribadito che “la Fed prende decisioni basate sui dati, non sulla politica”, nonostante le ripetute pressioni pubbliche dell’ex presidente Donald Trump per un taglio dei tassi prima delle elezioni di novembre.

Reazione dei Mercati: Rendimenti in Aumento, Dollaro Forte, Azioni Contrastate

I mercati hanno reagito rapidamente all’orientamento della Fed e al tono restrittivo di Powell:

  • I rendimenti dei Treasury USA sono saliti, con il titolo a 2 anni in rialzo di 11 punti base al 4,72%.
  • Il Dollar Index (DXY) si è rafforzato dello 0,5% intraday, riflettendo il calo delle aspettative su un taglio a settembre.
  • L’S&P 500 ha chiuso in lieve calo (-0,2%), mentre il Nasdaq ha registrato un modesto rialzo (+0,3%) grazie alla speranza di un ciclo di allentamento nel quarto trimestre.
  • I futures sui Fed Funds prezzano ora solo un 43% di probabilità di un taglio a settembre, rispetto al 63% prima del meeting.

Contesto Economico: Crescita in Rallentamento, Inflazione Resistente

Il tono più prudente del FOMC sulla crescita è giustificato dai dati:

  • Il PIL del secondo trimestre è cresciuto a un tasso annualizzato del 3,0%, spinto da un riequilibrio produttivo interno causato dai dazi.
  • Tuttavia, la domanda dei consumatori si è indebolita negli ultimi mesi e gli investimenti aziendali si sono stabilizzati, penalizzati da costi in aumento e tensioni commerciali.
  • L’inflazione headline si aggira intorno al 2,7% su base annua, mentre quella core è vicina al 2,9% – entrambe ancora ben sopra il target della Fed.

Questo scenario pone la Fed davanti a un dilemma complesso: allentare troppo presto potrebbe riaccendere le pressioni inflazionistiche; aspettare troppo a lungo potrebbe rallentare la ripresa, soprattutto in un contesto globale di crescenti tensioni commerciali.

Pressioni Politiche e Indipendenza Istituzionale

La riunione si è svolta in un clima di forte attenzione politica. L’ex presidente Donald Trump ha ripetutamente invocato tagli dei tassi attraverso i social media e dichiarazioni pubbliche, descrivendo Powell come un ostacolo alla crescita.

Nonostante ciò, la Fed ha cercato di ribadire la propria indipendenza istituzionale, resistendo a influenze politiche di breve periodo. Tuttavia, la doppia dissidenza da parte di governatori allineati con Trump solleva dubbi su quanto la Fed riuscirà a mantenere la propria autonomia nel ciclo politico 2026–2028.

Prospettive Future: Cosa Aspettarsi?

La Fed resta ufficialmente guidata dai dati, ma il tono e la divisione nel voto indicano crescenti divergenze interne. Sebbene la dichiarazione di luglio non escluda tagli, Powell non ha fornito indicazioni temporali precise.

Dati Chiave da Monitorare:

  • Rapporti CPI e PPI di agosto
  • Dati sul mercato del lavoro di luglio e agosto
  • Condizioni finanziarie globali e volatilità del mercato obbligazionario

Molti analisti di Wall Street prevedono ancora che la Fed possa iniziare a tagliare i tassi a settembre o dicembre, con 75 punti base di riduzione cumulata entro metà 2026, a condizione che l’inflazione continui a rallentare.

 

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