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Salvatore Bilotta
Analisi | Febbraio 13, 2026

Inflazione core USA ai minimi dal 2021: la Fed respira, il Dow resta solido

L’inflazione core negli Stati Uniti rallenta al ritmo annuo più contenuto dal 2021, offrendo ai mercati un segnale incoraggiante dopo settimane di tensione legate ai dati sul lavoro e ai timori di nuove pressioni tariffarie. Anche l’indice generale dei prezzi al consumo è risultato inferiore alle attese, aiutato dal calo della benzina, che ha alleggerito la componente headline.

Il dato più osservato, quello dei servizi “supercore” (esclusi alloggi), mostra un quadro misto: su base mensile l’aumento è stato sostenuto, ma su base annua il ritmo è sceso al livello più basso da marzo 2021. È proprio questo rallentamento tendenziale ad aver rafforzato l’idea che le pressioni strutturali stiano gradualmente rientrando. Anche l’inflazione degli alloggi evidenzia segnali di raffreddamento, elemento chiave per la traiettoria futura della politica monetaria.

Non mancano però elementi di discontinuità. Alcune categorie di beni mostrano possibili effetti legati ai dazi, mentre i servizi restano più dinamici. Il mercato obbligazionario ha reagito con una revisione delle aspettative sui tassi: più che sulla tempistica dei tagli, l’attenzione si sposta ora sull’entità complessiva dell’allentamento. Se il mercato del lavoro dovesse indebolirsi nei prossimi mesi, la Federal Reserve potrebbe trovare spazio per due tagli nel corso dell’anno.

In questo contesto macro più distensivo, il Dow Jones Industrial Average (Dow30) continua a mostrare una struttura tecnica robusta. Dopo aver toccato i massimi in area 50.500 punti, l’indice sta vivendo una fisiologica fase di respiro che ha riportato le quotazioni sotto i 50.000 punti. Tuttavia, l’impianto rialzista di fondo resta solido: i prezzi rimangono sostenuti dal fascio di medie mobili, con la media veloce a 21 periodi che continua a fungere da supporto dinamico.

La sequenza di massimi e minimi crescenti nel medio periodo rimane costruttiva, lasciando come primo supporto chiave l’area 48.367 punti. Solo una violazione più profonda porterebbe l’attenzione sull’ultimo baluardo dello scenario bullish in area 47.838 punti, zona di confluenza con la media mobile esponenziale a 100 periodi. Finché queste aree terranno, l’impostazione di fondo resta coerente con una fase di consolidamento all’interno di un trend primario ancora orientato al rialzo.

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