Gli ultimi dati sul settore dei servizi negli Stati Uniti indicano una nuova accelerazione dell’attività economica all’inizio dell’anno. L’indice ISM non-manufacturing PMI è salito a 56,1 a febbraio, rispetto a 53,8 di gennaio, segnando il livello più alto da luglio 2022 e superando nettamente le attese che indicavano un aumento più moderato. Un valore superiore a 50 segnala espansione del settore, che rappresenta oltre due terzi dell’economia statunitense.
Il miglioramento suggerisce che le imprese dei servizi stanno entrando nel nuovo trimestre con uno slancio più solido. Le aziende hanno segnalato un aumento significativo dell’attività, in parte legato alla ricostituzione delle scorte e alla preparazione per una domanda più forte nei prossimi mesi. Alcuni partecipanti all’indagine hanno indicato che i livelli di inventario stanno iniziando a crescere dopo diversi trimestri di riduzione, mentre le imprese si preparano a volumi più elevati nel periodo stagionale successivo.
Le componenti interne dell’indagine confermano la natura diffusa dell’espansione. L’indice dei nuovi ordini è salito a 58,6, il livello più alto da settembre 2024, segnalando una domanda robusta per i servizi. Allo stesso tempo, l’indice dell’occupazione è aumentato a 51,8, suggerendo che le assunzioni nel settore stanno gradualmente stabilizzandosi dopo la debolezza osservata lo scorso anno.
Le pressioni sui costi restano un tema centrale, anche se emergono primi segnali di moderazione. L’indice dei prezzi pagati dalle aziende di servizi è sceso a 63,0, rispetto a 66,6 del mese precedente, indicando che i costi degli input continuano a crescere ma a un ritmo leggermente più contenuto. Questa dinamica è attentamente monitorata dai mercati perché l’inflazione dei servizi tende a essere più persistente rispetto a quella dei beni e ha un ruolo chiave nelle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.
Nel complesso, i dati rafforzano l’idea che l’economia statunitense continui a mostrare una notevole resilienza nonostante un contesto globale complesso. La forza del settore dei servizi suggerisce che la domanda interna rimane solida e potrebbe sostenere la crescita economica nel primo trimestre dopo il rallentamento registrato alla fine dello scorso anno. I dati più recenti sul PIL mostrano infatti che la crescita si è ridotta a un ritmo annualizzato dell’1,4% nel quarto trimestre, dopo l’espansione molto più robusta del 4,4% nel terzo trimestre.
Tuttavia, le prospettive restano esposte a diversi rischi esterni. L’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha già spinto al rialzo i prezzi dell’energia, con i prezzi della benzina in aumento negli ultimi giorni. Un rialzo prolungato del petrolio potrebbe ridurre i consumi e rallentare gradualmente la crescita economica se i costi energetici dovessero restare elevati.
Allo stesso tempo, i dati più recenti sul mercato del lavoro indicano un contesto ancora stabile. Le buste paga private sono aumentate di 63.000 unità a febbraio, segnalando una stabilizzazione dell’occupazione dopo una fase più debole all’inizio dell’anno.
Nel complesso, l’insieme degli indicatori descrive un’economia che continua a espandersi a un ritmo moderato, sostenuta dalla resilienza del settore dei servizi. Sebbene i rischi geopolitici e l’andamento dei prezzi energetici rappresentino potenziali ostacoli, la solidità della domanda interna e la stabilizzazione del mercato del lavoro indicano che l’attività economica rimane su basi relativamente solide nel corso dell’anno.