Dopo mesi dominati dal cosiddetto “central bank put”, Goldman Sachs rileva un cambio di regime: gli investitori stanno passando da una logica di protezione monetaria a una narrativa più “reflazionistica”, trainata da dati resilienti e minori rischi macro. Il nuovo equilibrio porta a un mercato più ottimista sulla crescita ma anche più selettivo sugli asset di rischio.
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• La Fed ha tagliato di 25pb, ma con tono hawkish: i mercati scontano ora da 1 a 4 tagli nei prossimi 12 mesi, non più un ciclo profondo.
• Le curve si spostano verso un’interpretazione “reflation” e non più “recession”: ritorno di interesse per equity ciclica e credito.
• La volatilità dei tassi ai minimi dal 2022 segnala fiducia, ma Goldman invita alla cautela: “usare il calo della vol come occasione per coperture”.
• Asset allocation GS: overweight su azioni e oro, underweight su commodity energetiche e bond europei.
• Nessun ritorno del “put” delle banche centrali, ma un nuovo equilibrio: crescita moderata, inflazione stabile, e fine delle paure di hard landing.
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Goldman Sachs osserva che, negli ultimi due mesi, i mercati hanno oscillato tra un regime “Goldilocks” (crescita equilibrata e inflazione sotto controllo) e una fase di “central bank put”, in cui si confidava eccessivamente nel sostegno monetario.
Dopo la riunione della Federal Reserve, il quadro è cambiato: il taglio di 25pb accompagnato da parole più caute di Powell ha spinto gli investitori a rivalutare lo scenario macro.
Ora la narrativa prevalente non è più quella del “supporto monetario a ogni costo”, ma quella di un ciclo di reflazione controllata, dove l’inflazione resta stabile e la crescita torna protagonista.
Grafici
📊 Exhibit 1 – PC2 “Monetary Policy” factor neared its highest level since 2023 pre-FOMC

📊 Exhibit 2 – Markets pricing more reflation recently

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Analizzando i dati sui futures Fed Funds, Goldman evidenzia che i mercati assegnano oggi alta probabilità a 1–4 tagli entro 12 mesi, ma bassa probabilità a più di 5.
Questo è un cambiamento netto rispetto ai mesi di settembre e ottobre, quando le ipotesi di recessione portavano a scontare oltre 200pb di easing.
In sintesi, il mercato vede ancora tagli, ma non come risposta a una crisi: piuttosto come fine graduale della restrizione.
Anche in Europa, la BCE rimane ferma (“in a good place”), mentre la BoC ha già tagliato di 25pb e la BoE potrebbe seguirla con una manovra leggera.
Grafici
📊 Exhibit 3 – Markets price a low probability of >8 cuts

📊 Exhibit 4 – The probability of 1–4 cuts by the BoE has risen since May

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Il repricing “dovish” delle ultime settimane ha spinto al rialzo gran parte degli asset a reddito fisso, sia nei mercati sviluppati che emergenti.
Anche il credito corporate e alcune aree dell’equity, come small cap e titoli difensivi a dividendo, hanno beneficiato della discesa dei rendimenti.
Goldman mostra come, tra settembre e inizio novembre, il contributo positivo ai ritorni sia arrivato proprio dal fattore “policy easing”.
Tuttavia, con la narrativa che ora vira verso reflazione, la casa americana invita a selezionare gli asset in ottica più ciclica, riducendo duration e aumentando esposizione al rischio produttivo (equity, high yield, commodity industriali).
Grafico
📊 Exhibit 5 – The dovish shift has supported fixed income

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La diminuzione dell’incertezza monetaria ha fatto crollare la volatilità dei tassi a livelli non visti dal 2022.
Il GS Rates Vol Index è tornato su valori medi pre-pandemia, e anche la volatilità relativa rispetto all’azionario si è compressa notevolmente.
Per Goldman, questo contesto di “vol basso” non è da interpretare come rischio nullo, ma come occasione tattica per ricostruire coperture a basso costo, in vista di un 2026 che potrebbe rivelare nuovi shock di crescita o inflazione.
Grafico
📊 Exhibit 6 – Rates vol has reset both outright and vs. equity vol

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Nel nuovo scenario “reflation”, Goldman mantiene un orientamento pro-rischio moderato, con alcune indicazioni chiave:
| Asset Class | Posizione GS | Commento |
| Equity globale | Overweight | Beneficiaria del momentum su crescita e inflazione stabile |
| Bond USA 10Y | Neutral | Consolidamento dei rendimenti attorno al 4,2% |
| Bund tedeschi | Underweight | Rischio di repricing sui tassi core europei |
| Gilt UK | Overweight | Disinflazione e manovra fiscale favorevoli |
| Oro | Overweight | Copertura naturale in fase di vol contenuta |
| Petrolio e materie prime energetiche | Underweight | Prezzi destinati a stabilizzarsi o calare (-18% atteso su Brent a 12 mesi) |
| FX | Neutrale sul dollaro | Leggera forza di EUR, GBP e JPY nei prossimi trimestri |
Grafico
📊 Exhibit 7 – GOAL Asset Allocation & Cross-Asset Forecasts

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Il concetto di “central bank put” – l’idea che le banche centrali corrano sempre in soccorso dei mercati – sembra ormai alle spalle.
Secondo Goldman Sachs, la nuova fase è quella della “reflazione moderata”, in cui i tagli dei tassi servono a stabilizzare, non a stimolare.
I mercati, pur meno difensivi, restano consapevoli che la politica monetaria non potrà più sostenere i prezzi come in passato.
L’economia globale mostra segnali di equilibrio: inflazione gestibile, rischio recessione sotto controllo e volatilità in calo.
In altre parole: i mercati si muovono da “fear” a “function” — dal timore della recessione a un ritorno graduale della normalità macro.