Nel 2026 la dinamica di EUR/USD non può essere letta esclusivamente attraverso il tradizionale differenziale dei tassi di interesse. Nonostante i rendimenti dei Treasury statunitensi restino su livelli relativamente sostenuti rispetto ai corrispettivi europei, il dollaro ha perso terreno da inizio anno.
Il driver strutturale di medio periodo è stato in larga parte politico. Le dichiarazioni e l’orientamento dell’amministrazione Trump, favorevole a un dollaro meno forte per sostenere la competitività commerciale degli Stati Uniti, hanno contribuito a modificare le aspettative di medio-lungo termine sul biglietto verde. Questo elemento ha generato una pressione ribassista di fondo sull’USD, visibile nella performance YTD.
Sul breve periodo, però, il mercato continua a reagire in modo molto tattico ai dati macroeconomici statunitensi. L’ultimo CPI USA ha mostrato un’inflazione intorno al 2,4% su base annua, in rallentamento rispetto ai mesi precedenti e sotto le attese, mentre la componente core si è moderata pur restando sopra il target della Fed. Parallelamente, i dati sul mercato del lavoro hanno evidenziato nonfarm payrolls ancora solidi (intorno a +130.000 nuovi posti di lavoro) con un tasso di disoccupazione stabile o in lieve calo.
Questa combinazione, inflazione in raffreddamento ma mercato del lavoro resiliente, ha prodotto un effetto ambivalente:
• riduce la pressione per ulteriori rialzi dei tassi,
• ma allo stesso tempo non giustifica un ciclo aggressivo di tagli.
Il risultato è un USD che nel breve reagisce ai dati, ma nel medio resta penalizzato dal contesto politico e dal repricing delle aspettative. È proprio questa tensione tra driver tattici e strutturali che spiega perché l’euro sia riuscito ad apprezzarsi YTD nonostante rendimenti ancora formalmente a favore del dollaro.

Dal punto di vista tecnico, EUR/USD si muove all’interno di un canale ascendente ben definito da diversi mesi. La struttura è caratterizzata da minimi crescenti e massimi progressivamente più alti, con due trendline dinamiche che delimitano il movimento.
Attualmente il prezzo si trova in fase di compressione sotto la trendline superiore del canale, segnalando un equilibrio temporaneo tra domanda e offerta prima di un possibile movimento direzionale.
Supporti
• Area 1.1211–1.1275
Zona strategica derivante dai precedenti massimi rotti al rialzo e successivamente ritestati a metà maggio 2025. Rappresenta un supporto statico di medio periodo di particolare rilevanza.
• Area 1.1600 circa
Livello tecnico chiave dove convergono:
o supporto orizzontale,
o trendline inferiore del canale,
o media mobile a 200 periodi sul daily.
Si tratta di un’area di forte confluenza tecnica.
Resistenze
• Trendline superiore del canale ascendente
Resistenza dinamica che sta contenendo l’attuale fase di compressione.
• Area 1.2269–1.2350
Massimi del 2021, livello pluriennale e soglia psicologica significativa. Un eventuale approccio a quest’area riporterebbe il cambio in una zona di offerta storica.
Dopo il test dei massimi di febbraio, il prezzo non è riuscito a estendere con decisione sopra la trendline superiore, entrando in una fase di consolidamento con range daily più contenuti.
Scenario A – Breakout rialzista
Un approccio deciso e una chiusura daily sopra la trendline superiore potrebbero aprire spazio verso l’area 1.2269–1.2350. Questo scenario richiederebbe:
• ulteriore indebolimento del dollaro nel breve,
• dati macro USA più deboli del previsto,
• oppure una narrativa di mercato più orientata verso tagli anticipati della Fed.
In tal caso, la struttura rialzista di medio periodo resterebbe pienamente intatta.
Scenario B – Rientro verso i supporti dinamici
Una perdita dell’area 1.1600 comprometterebbe la struttura di breve e aprirebbe spazio verso 1.1211–1.1275. Questo potrebbe avvenire in presenza di:
• sorpresa inflazionistica al rialzo negli Stati Uniti,
• rafforzamento dei rendimenti reali,
• repricing delle aspettative sui tassi Fed.
Una violazione anche di 1.1211 metterebbe sotto pressione l’intero canale ascendente su base daily.
La struttura tecnica rimane costruttiva nel medio periodo, ma la compressione sotto la trendline superiore riflette la tensione tra:
• debolezza strutturale del dollaro YTD,
• resilienza tattica legata ai dati macro USA.
Il prossimo impulso direzionale dipenderà in larga misura dalla qualità dei dati su inflazione e mercato del lavoro statunitense, nonché dall’evoluzione delle aspettative sui tassi Fed nel breve termine.