EUR/AUD continua a riflettere due storie molto diverse. Da un lato, l’Eurozona resta esposta allo shock energetico. Dall’altro, l’Australia mostra ancora una base macro più solida. Reuters riporta che l’IMF vede un rallentamento significativo della crescita dell’area euro nel 2026, anche in uno scenario di guerra con l’Iran relativamente breve. Nello stesso tempo, l’inflazione dell’Eurozona è attesa al 2,6%, sopra il 2,1% del 2025.
Questa combinazione pesa sull’euro. L’energia resta infatti il nodo centrale. La Commissione europea ha chiesto coordinamento tra gli Stati membri per contenere l’impatto del conflitto sui prezzi energetici, dopo un incremento dei costi dei combustibili fossili di circa 22 miliardi di euro.
Sul lato australiano, il quadro è meno lineare ma ancora costruttivo. Reuters segnala che a marzo l’occupazione australiana è aumentata di 17.900 unità, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,3%. Il mercato continua inoltre a prezzare la possibilità di un nuovo rialzo RBA a maggio.
C’è però una sfumatura importante. La fiducia dei consumatori australiani è scesa con forza per i timori legati alla guerra con l’Iran, al caro carburanti e al costo del denaro. Questo significa che l’AUD resta forte soprattutto per differenziale tassi e miglioramento del sentiment globale, non perché il quadro domestico sia perfetto.
La BCE resta prudente. Le minute di marzo mostrano che Francoforte teme una stretta prematura, pur riconoscendo che l’inflazione energetica può restare elevata più a lungo del previsto. Reuters aggiunge che il mercato vede ormai bassa la probabilità di un rialzo già ad aprile, pur mantenendo attese di stretta più avanti nell’anno.
Anche l’IMF si aspetta un rialzo complessivo di 50 punti base della BCE nel 2026. Tuttavia, questo sostegno teorico all’euro è parzialmente neutralizzato dal danno alla crescita. Reuters sottolinea infatti che la Germania ha tagliato le stime di crescita e che l’intera area euro resta molto sensibile al prezzo dell’energia.
La RBA, invece, appare più vicina a una postura restrittiva effettiva. Il mercato continua a considerare realistico un rialzo a maggio. Questo lascia l’australiano con un profilo di rendimento più competitivo nel breve. Inoltre, il dollaro USA ha perso parte del premio difensivo grazie alle speranze di nuovi colloqui con l’Iran. Questo ha favorito le valute cicliche, tra cui l’AUD.
In sintesi, il differenziale macro e di tono monetario favorisce ancora l’australiano. L’euro non è crollato, ma resta intrappolato tra crescita fragile e shock energetico. L’AUD, invece, beneficia di una narrativa più pulita sul fronte dei tassi e del sentiment.

Sul grafico Daily il quadro resta ribassista. La teoria di Dow mostra una sequenza di massimi e minimi decrescenti sviluppata per mesi. Dopo il massimo in area 1,8043, il cross ha costruito una tendenza discendente ordinata. La recente reazione dai minimi in area 1,6226 non ha ancora modificato il quadro di fondo.
Anche il fascio di medie conferma questa lettura. Il prezzo resta sotto la media principale di periodo. Inoltre, la media veloce è ancora orientata verso il basso, pur con un rallentamento della pressione ribassista. La fascia 1,6435–1,6490 è il primo snodo di breve. Più in alto, l’area 1,6760–1,6800 è la vera resistenza di struttura.
Il market profile Daily aggiunge un dettaglio utile. La zona di maggior volume si colloca attorno a 1,6670. Si vede poi una seconda area di scambio consistente tra 1,7730 e 1,7790, molto più in alto. Nella fascia attuale il profilo è meno ricco. Questo suggerisce che il rimbalzo recente non è ancora supportato da una piena ricostruzione di valore.
I livelli Daily più importanti sono:
• 1,6760–1,6800 resistenza volumetrica principale
• 1,6435 primo supporto/pivot
• 1,6350 supporto tecnico di breve
• 1,6226 minimo chiave
• 1,6670 area di massimo scambio del profilo
La lettura di fondo resta quindi ribassista. Tuttavia, il mercato prova a costruire una base.

Sul timeframe H1 la struttura è meno negativa, ma ancora fragile. Il prezzo ha smesso di accelerare al ribasso. Tuttavia, non ha ancora costruito una vera sequenza rialzista secondo Dow. I massimi restano infatti compressi sotto la fascia 1,6564–1,6618, mentre i minimi continuano a lavorare in area 1,6411–1,6435.
Il fascio di medie resta difensivo. La media principale è sopra il prezzo. Inoltre, la media veloce si muove quasi piatta, segnale di mercato in pausa più che in inversione. Il canale discendente resta ancora leggibile, anche se meno inclinato rispetto alla fase precedente.
Il market profile H1 mostra una concentrazione forte di scambi nell’area 1,6550–1,6570. Questa zona coincide con una resistenza tecnica molto importante. Più in basso, si nota una seconda area di valore attorno a 1,6430–1,6450, coerente con la fase laterale recente.
I trigger H1 più importanti sono:
• 1,6564–1,6618 resistenza chiave
• 1,6511 livello intermedio
• 1,6435 pivot di breve
• 1,6411 supporto di struttura
• 1,6350 supporto inferiore
In sintesi, l’H1 mostra un mercato in compressione. Non è ancora inversione. È una base che deve dimostrare forza.

Sul M15 il quadro è ancora più chiaro. Il mercato sta consolidando in basso. Dopo una lunga discesa, il prezzo si muove in un range stretto. La teoria di Dow mostra una sequenza laterale, con rimbalzi deboli e massimi ancora incapaci di rompere la parte alta del box.
Il fascio di medie è quasi neutrale. Il prezzo lavora vicino alla media veloce, mentre la media principale resta sopra e mantiene una funzione di resistenza dinamica. Questo segnala che il timing non è ancora chiaramente bullish.
Il market profile intraday concentra gli scambi attorno a 1,6427–1,6443. Questa è la vera value area di brevissimo. Più in alto, la fascia 1,6510–1,6558 rappresenta la prima zona di offerta importante. Sotto, il supporto di timing più visibile passa in area 1,6407.
I trigger M15 sono:
• 1,6443 pivot intraday
• 1,6511 prima resistenza
• 1,6558 resistenza superiore
• 1,6427 area di valore
• 1,6407 supporto di timing
La frattalità è coerente. Il Daily è ribassista. L’H1 è in compressione. Il M15 consolida in basso.
Lo scenario rialzista richiede prima di tutto il recupero stabile sopra 1,6443. Tuttavia, il vero segnale arriverebbe solo sopra 1,6511. In quel caso, il mercato potrebbe provare un’estensione verso 1,6564 e poi verso 1,6618. Solo sopra quest’ultima fascia si inizierebbe a parlare di inversione più credibile anche sul frame orario.
Questo scenario sarebbe coerente con un ritorno di forza dell’euro o con un indebolimento dell’AUD legato a dati australiani meno solidi o nuovo deterioramento del sentiment globale. Per ora, però, resta uno scenario di recupero tecnico, non di trend reversal.
Lo scenario ribassista resta il più coerente con la struttura di fondo. La perdita di 1,6435 riaprirebbe pressione sul supporto di area 1,6411. Sotto quel livello, il mercato tornerebbe a puntare verso 1,6350 e poi verso i minimi in area 1,6226. Questo ripristinerebbe pienamente la sequenza ribassista secondo Dow.
Questo scenario sarebbe coerente con un’Australia ancora favorita dal differenziale tassi e da un contesto di dollaro USA meno dominante. Inoltre, si allineerebbe a un’Eurozona ancora penalizzata da energia e crescita debole.
EUR/AUD resta impostato al ribasso sul quadro ampio. Il Daily non ha ancora invertito. L’H1 costruisce solo una base fragile. Il M15 consolida vicino ai minimi. Anche il market profile conferma che il mercato non ha ancora ricostruito valore sufficiente nella fascia alta.
In termini operativi, la zona 1,6435–1,6511 è il primo snodo. Sopra, il cross può tentare un recupero tecnico più ampio. Sotto, il rischio è una nuova estensione ribassista. L’area 1,6564–1,6618 resta invece il vero muro da superare per cambiare la lettura di breve.