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George Nikolaides
Analisi, Pensieri e Approfondimenti | Giugno 4, 2025

DAX: opportunità da cavalcare o rischio in agguato?

L’analisi completa per il medio-lungo periodo

Il DAX ha registrato una performance del +28,45% dai minimi di aprile 2025, quando il presidente Trump ha annunciato i nuovi dazi. Non si tratta di un semplice rimbalzo tecnico, ma di un’inversione strutturale. Resta quindi la domanda: il trend rialzista è destinato a durare?

Scenario macro: cosa muove realmente i prezzi?

L’attuale fuga degli investitori dagli asset statunitensi, in seguito al declino dell’“eccezionalismo USA”, ha spinto i flussi di capitale verso altre aree geografiche, mettendo in luce una crescente preferenza per Europa e Cina. Il Vecchio Continente, in particolare, beneficia attualmente di una congiuntura macroeconomica favorevole: basti pensare agli ultimi dati sulla disoccupazione, scesa ai minimi al +6,2%, o all’inflazione, che nella lettura headline è ora al di sotto del target BCE con un +1,9%. Questo apre la strada a scenari di politica monetaria più accomodante.

A ciò si aggiungono le aspettative di un aumento significativo della spesa nel settore della Difesa, con la NATO che sollecita un rafforzamento del potenziale aereo dei Paesi membri.

Le prospettive di nuovi stimoli economici, un atteggiamento monetario più espansivo e una congiuntura macroeconomica più solida stanno portando i listini europei a sovraperformare l’S&P500.

Posizionamento e flussi: cosa ci dicono i big player?

La forte salita dei mercati europei, particolarmente evidente sul DAX, è attualmente sostenuta da flussi rilevanti che continuano ad affluire in modo massiccio sull’intero comparto azionario globale, ma con una netta concentrazione proprio sul Vecchio Continente.

Secondo i dati forniti da Goldman Sachs, i flussi verso l’Europa sono passati da 965 milioni di dollari (al 28 maggio) a 8.276 milioni di dollari nei primi giorni di giugno. In termini di Z-score a 4 settimane, l’Europa risulta in area di ipercomprato con un valore pari a +1,94, mentre gli Stati Uniti si attestano a -0,56, segnalando una fase di sottopeso da parte degli investitori istituzionali.

ANALISI TECNICA – DAX (GER40) H8

Il DAX ha appena completato un’intera struttura impulsiva in 5 onde, seguita da una classica correzione A–B–C, e ora ha iniziato una nuova gamba rialzista, con onda (1) già formata e onda (2) conclusa in pullback tecnico.
Elliott Wave – Nuovo ciclo in sviluppo

Il movimento rialzista precedente ha completato una classica struttura impulsiva, culminata con l’onda (5) intorno ai 24.000 punti, che ha segnato l’apice di quel ciclo. Da quel massimo, il mercato ha avviato una fase correttiva ben disegnata, articolata nelle canoniche tre onde A–B–C, con i prezzi che si sono riportati verso l’area compresa tra 24.100 e 23.450 punti, corrispondente anche a una zona di alta attività volumetrica mensile (HvA monthly).

Questa correzione ha preparato il terreno per un nuovo potenziale ciclo impulsivo. Infatti, sembra che l’onda (1) del nuovo ciclo si sia già completata, confermata da un breakout convincente seguito da un pullback che ha rispettato perfettamente le logiche di ritracciamento tipiche delle fasi iniziali di trend.

Ora, se questa struttura verrà confermata, ci troviamo all’alba dell’onda (3), solitamente la più esplosiva del ciclo. La sua partenza potrebbe spingere il DAX verso nuovi massimi relativi, con proiezioni potenziali nell’area compresa tra 24.800 e 25.000 punti nei prossimi swing.

Volume Profile – Base solida in ricostruzione

Osservando la distribuzione volumetrica, spicca la presenza di un’area ad alta attività (HVA) estremamente marcata tra 23.600 e 23.450 punti. È qui che il mercato ha assorbito completamente l’onda (2), consolidando in modo efficace e creando una zona di supporto strutturale molto solida.

Dopo questa fase di accumulo, i prezzi sono tornati a muoversi sopra la zona di congestione volumetrica compresa tra 24.000 e 24.200 punti. Interessante notare come, al di sopra di quest’area, i volumi si rarefanno visibilmente, lasciando spazio a un’eventuale estensione verso 24.600 con minor frizione tecnica.

La combinazione tra HVAs ben definiti e zone LVN poco presidiate suggerisce che il mercato ha ricostruito una base robusta. Questo contesto supporta l’ipotesi di una ripartenza impulsiva, in linea con l’onda (3) in fase di sviluppo secondo la lettura elliottiana.

Oscillatori – Momentum in rafforzamento

Dal punto di vista degli oscillatori, i segnali si stanno allineando a favore di una prosecuzione del movimento rialzista. Lo Stocastico ha appena generato un incrocio rialzista, segnale classico di possibile ripartenza del trend, che indica l’inizio di una nuova gamba direzionale.

Anche l’RSI conferma questa lettura: è tornato sopra la soglia dei 50 punti, con un’inclinazione crescente che lascia spazio potenziale verso l’area di ipercomprato (70). Questo comportamento rafforza l’ipotesi di un momentum positivo in costruzione, coerente con la lettura delle onde di Elliott e la struttura del volume profile.

Scenari possibili – Livelli chiave in arrivo

Il quadro tecnico attuale lascia spazio a due ipotesi operative ben distinte, con livelli chiave ben definiti che potranno confermare o smentire lo scenario in costruzione.

Scenario principale: onda (3) in formazione

Se il DAX dovesse consolidare stabilmente sopra l’area compresa tra 24.320 e 24.400, potremmo assistere all’avvio di onda (3), notoriamente la più potente del ciclo elliottiano. In tal caso, il mercato avrebbe spazio per spingersi verso 24.800, primo livello di resistenza tecnica rilevante, e successivamente puntare a 25.300, proiezione naturale basata sull’estensione al 161.8% dell’onda (1).

Scenario alternativo: correzione non ancora terminata

Tuttavia, non si può escludere del tutto l’ipotesi che onda (2) non sia ancora conclusa. Un ritorno sotto la soglia dei 23.450 punti rappresenterebbe un segnale di debolezza strutturale e riaprirebbe lo scenario di una correzione più ampia o complessa, come un Flat o una combinazione WXY.

Conclusione

Il DAX mostra i segnali tecnici tipici di una nuova struttura impulsiva in avvio, con conferma volumetrica e buona partecipazione nel recupero recente. La correzione A–B–C è chiara, e la tenuta della zona ad alta densità volumetrica conferma un probabile bottom di onda (2).

Bias operativo: rialzista sopra 24.300, con target potenziali fino a 25.300 nelle prossime settimane.

Livelli chiave:

  • Supporto forte: 23.450–23.600
  • Resistenze intermedie: 24.320 – 24.800 – 25.300

Analisi della stagionalità del DAX

Osservando la stagionalità del DAX attraverso le performance annuali dal 2020 fino al 2025, emerge una dinamica interessante: il 2025, finora, si conferma come uno degli anni migliori in termini di avvio, con una crescita superiore al 20%. Una partenza così brillante non si vedeva dal 2023, altro anno particolarmente positivo, che si era chiuso con una performance vicina al +19,5%. Anche il 2024, pur con qualche fase meno direzionale, mostra un solido andamento, attestandosi al +18,5% circa. Più moderata ma comunque positiva la traiettoria del 2021, mentre il 2020 è stato evidentemente condizionato dalla pandemia, con un forte crollo a marzo e una successiva ripresa che ha permesso comunque una chiusura in leggero positivo. In netto contrasto troviamo il 2022, unico anno con una performance decisamente negativa, a –12,7%, complice la pressione macro legata all’inflazione e al conflitto russo-ucraino.

Analizzando la stagionalità mese per mese, si nota che i primi tre mesi dell’anno (gennaio-marzo) tendono a essere piuttosto stabili o leggermente rialzisti. Le uniche eccezioni significative sono proprio quelle del 2020, con l’esplosione della crisi sanitaria, e del 2022, anno dominato da forti incertezze geopolitiche. Da aprile in avanti, e in particolare tra aprile e maggio, si registra invece uno dei periodi storicamente più favorevoli: in quasi tutti gli anni positivi, da lì è partita una vera accelerazione. Giugno, luglio e agosto rappresentano invece mesi tipicamente di consolidamento o lateralità, in linea con la stagionalità estiva che caratterizza i mercati europei. Il 2023 e il 2025 sono esempi di come anche in questi mesi si possa mantenere un tono costruttivo, ma la tendenza generale resta più cauta.

Settembre e ottobre si confermano come mesi critici: spesso il DAX ha mostrato debolezze o prese di profitto in questa fase, anche in anni tendenzialmente positivi. È nei mesi finali dell’anno, tra novembre e dicembre, che invece torna una spinta direzionale. In quattro dei sei anni analizzati, proprio in questo periodo si è registrato il cosiddetto “rally di Natale”, con una chiusura in forte recupero o ulteriore accelerazione dei guadagni già maturati.

Guardando all’andamento attuale, il 2025 sembra seguire un percorso molto simile al 2023, che potrebbe quindi diventare un buon riferimento per proiezioni future. Se questa analogia verrà rispettata anche nella seconda parte dell’anno, potremmo aspettarci nuovi massimi storici entro fine anno.

In conclusione, la stagionalità del DAX evidenzia pattern abbastanza regolari: aprile e maggio, insieme a novembre e dicembre, sono i momenti in cui il mercato tende a performare meglio. Periodi come l’estate e l’inizio autunno restano invece più incerti e inclini a movimenti laterali. Questo tipo di lettura può risultare estremamente utile per pianificare operazioni multiday o swing in armonia con la struttura ciclica dell’indice.

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