- Key Weekly – 28.05.2025
1 – Azionario USA sotto pressione, il dollaro preoccupa
Gli investitori azionari, privi di coperture valutarie e colpiti da perdite dovute al calo dell’S&P 500 e al rafforzamento del dollaro, stanno ora cercando protezione. La domanda di strategie di copertura è in aumento, ma solo il 23% delle esposizioni è attualmente coperto: un livello storicamente basso. Alcuni analisti vedono un possibile declino strutturale del biglietto verde e una crescente attrattiva per i mercati europei, dove le valutazioni appaiono più contenute rispetto agli Stati Uniti.

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2- Rischio recessione: i tempi divergono
Il FMI assegna una probabilità del 40% a una recessione negli Stati Uniti nel 2025. Bloomberg è leggermente più pessimista (45%), Polymarket arriva al 55%, mentre il CEO di Southwest afferma che la recessione è già iniziata. In Europa, la BCE considera lo scenario “improbabile”, ma la Bundesbank mette in guardia: l’imposizione di nuovi dazi potrebbe innescare una contrazione economica in Germania.

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3- Oro
Il sentimento sull’oro si è affievolito dopo un calo superiore al 5% dal massimo intraday della scorsa settimana. Il record di volumi sull’ETF SPDR Gold Shares è un segnale chiave di eccessi speculativi. Gli strateghi di Barclays parlano di “prezzi scollegati dai fondamentali” e suggeriscono strategie di copertura ribassiste (call short vs put long). L’aumento della volatilità implicita e il posizionamento più cauto degli hedge fund suggeriscono prudenza nel breve.

29 aprile 2025
La fiducia dei consumatori tedeschi, misurata dal GfK Index, è un termometro della propensione alla spesa nella principale economia europea. Un ulteriore calo atteso a -28 segnalerebbe un peggioramento del sentiment delle famiglie, complice l’incertezza economica e l’inflazione ancora percepita come elevata.
Un dato sotto le attese potrebbe pesare sull’euro e rafforzare le aspettative delle politiche monetarie più accomodanti da parte della BCE, mentre una sorpresa positiva darebbe fiato alle speranze di ripresa dei consumi interni.
Il dato JOLTs misura i posti di lavoro vacanti e offre una lettura dettagliata della domanda di lavoro negli USA. Un calo atteso a 7,4 milioni segnala un possibile raffreddamento del mercato del lavoro, coerente con una fase di normalizzazione post-restrizioni monetarie.
Se il dato dovesse sorprendere al rialzo, rafforzerebbe l’idea di un mercato del lavoro ancora solido, riducendo le probabilità di un taglio dei tassi nel breve. Al contrario, una conferma o una sorpresa al ribasso potrebbe aumentare la pressione sulla Fed per adottare una politica più accomodante.
30 aprile 2025
Il PIL preliminare dell’Eurozona mostra una crescita attesa in rallentamento al +0,9%, rispetto all’1,2% del trimestre precedente. Questo dato riflette una perdita di slancio economico, legata alla debolezza della domanda interna e del comparto industriale.
Una conferma o sorpresa al ribasso potrebbe rafforzare le aspettative di tagli dei tassi da parte della BCE, indebolendo l’euro. Al contrario, una crescita superiore alle attese offrirà un segnale di resilienza, riducendo la pressione sulla politica monetaria e sostenendo i mercati europei.
1 maggio 2025
La Bank of Japan è in attesa di mantenere il tasso d’interesse stabile allo 0,5%, confermando la recente svolta storica dopo anni di tassi negativi. Sebbene il mercato non si aspetti cambiamenti immediati, ogni segnale su una futura normalizzazione sarà attentamente monitorato.
Un tono più aggressivo da parte della BoJ potrebbe sostenere lo yen e ridurre le aspettative di carry trade. Al contrario, un messaggio più prudente rafforzerebbe l’idea di una politica ancora ultra-accomodante, con possibili effetti ribassisti sulla valuta giapponese.
Un valore atteso a 47,2, in calo rispetto al 49,0 precedente, segnala una contrazione più marcata del settore manifatturiero USA. Il PMI sotto quota 50 indica infatti una fase di rallentamento dell’attività industriale.
Un dato in linea o peggiore delle attese potrebbe rafforzare le aspettative di una Federal Reserve più accomodante, pesando sul dollaro e sostenendo il Tesoro. Al contrario, una sorpresa positiva ridurrebbe i tempi di rallentamento e potrebbe dare uno slancio ai mercati, rafforzando l’USD.
2 maggio 2025
Il mercato del lavoro USA mostra segnali di raffreddamento, con nuove buste paga attese in calo a 140K, dai 228K del mese precedente.
Un dato debole confermerebbe l’effetto della stretta monetaria della Federal Reserve, alimentando le aspettative di tagli ai tassi nel medio termine e potenzialmente indebolendo il dollaro. Al contrario, una sorpresa al rialzo rafforzerebbe la storia di un’economia resiliente, riducendo la probabilità di interventi accomodanti e sostenendo USD e rendimenti. Occhi puntati anche sulla disoccupazione e crescita dei salari.

Settimana positiva con struttura rialzista ben delineata dai minimi di 5.180. Le medie mobili ora sostengono le quotazioni. Il test dei 5.350 ha rilanciato il trend fino ai 5.552 punti. Proiezioni verso 5.674 punti possibili, ma attenzione a un’eventuale rottura di 5.470 che potrebbe riaprire lo scenario ribassista.

Recupero anche per il tech, con trend H1 costruito su massimi e minimi crescenti. Dopo il test dei 18.585 e una sosta sul POC a 19.201, la settimana ha chiuso a 19.554. Obiettivo rialzista a 19.900. Sotto i 19.201 tornerebbero pressioni ribassiste.

Movimento nella fascia tra 63,40$ e 61,50$. Solo una rottura dell’HVA aprirebbe spazio verso i 65$. Scenario ribassista attivo sotto i 61,47$ con target sul POC e supporto volumetrico a 58$.

Fase laterale tra 3.379$ e 3.270$ dopo i massimi storici a 3.520$. Un break out ribassista di 3.270$ aprirebbe uno scenario ribassista fino a 3.202$. Bullish sopra 3.379$ con ritorno verso i top.

Nel range tra 1,1420 e 1,1250, in corrispondenza di una trendline di medio periodo. Scenario ribassista sotto 1,13 e 1,1250 verso 1,1150. Rialzista solo sopra 1,1420 con target a 1,1575.

Ritorna il Risk-On: BTC in trend rialzista su H1, sostenuto da medie mobili ben direzionate. Obiettivo 100.000$. Supporti chiave a 92.670$ e 90.225$.
Settimana densa di market mover: dati macro USA, PIL europeo, BoJ, ISM e soprattutto NFP chiuderanno il cerchio. I volumi continuano a guidare i livelli chiave, e sarà fondamentale la gestione della volatilità.
Buon Trading